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I 10 film e serie tv che hanno raccontato meglio gli anni ’80
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Non ce ne accorgiamo di certo adesso che gli anni ‘80 sono tornati di moda, cioè che una generazione che in quegli anni si è formata è ora arrivata ad essere sia quella che produce e gira film, sia quella che spende soldi per biglietti e vuole vedere rappresentati i propri anni, ragionare su di essi, immaginare e pensare a partire dal tempo che ha vissuto.

È quello che in un certo senso fa Nico, 1988, il film di Susanna Nicchiarelli sulla cantante divenuta famosa con i Velvet Underground ma in realtà molto più interessante di quel che quegli anni della sua carriera ci dicono di lei. Nel suo film, come specifica l’anno nel titolo, vediamo Nico in un periodo in cui solitamente non è raccontata, una donna matura, lontana dal grande successo ma anche fiera di quel che è diventata autonomamente, che non dipende dalla propria immagine ma sceglie di essere quel che vuole. Soprattutto vediamo l’Europa degli anni ‘80, da una parte e dall’altra della cortina di ferro, il mondo di quel tempo tra droga e magnetofoni.

Ma la costruzione e la rielaborazione degli anni ‘80 non inizia oggi nemmeno in Italia (dove dieci anni fa Brizzi era partito con leggerezza con Notte Prima Degli Esami), è un processo lungo finalizzato a definire quel momento storico nella cultura di massa, ad inserirlo nel processo di evoluzione del costume, del pensiero e della società mondiale, attribuirgli delle caratteristiche specifiche e renderlo espressione di qualcosa di concreto, animato da uno determinato spirito, simbolo di una o più idee.
I 10 film che vi proponiamo hanno raccontato benissimo quella decade affrontandone aspetti diversi.

1. American Psycho
Raro caso di film che sembra aver colto non solo la trama ma anche l’idea che c’è dietro il libro da cui viene, American Psycho mette in scena gli anni ‘80 di New York e del conformismo, quelli delle persone che si somigliano tutte, degli oggetti, della pulizia, dell’ossessione per l’apparenza che nasconde di tutto, anche la violenza e gli omicidi. Come se tutta quella sete di immagine e di scalata nascondesse della materia talmente brutta, da essere ben rappresentata da una nascosta passione per il sangue.

2. Lasciami Entrare
Accanto agli anni ‘80 del desiderio di spensieratezza ci sono quelli del dark. Sono opposti, ripiegati su di sé e sui propri sentimenti, più malinconici ma incredibilmente vitali nel loro culto della morte. C’è tutto questo e una grandezza sconfinata nell’amalgamarlo in Lasciami Entrare, il film di Alfredson che associa il gelo scandinavo alla mitologia gotica vampiresca, portata senza colpo ferire negli anni ‘80 (sangue, succhiare qualcosa ad un altro, amare in maniera malatissima).

3. The Wolf of Wall Street
Ci è voluto Martin Scorsese, uno che quegli anni li ha vissuti da adulto, per creare la miglior rappresentazione possibile degli eccessi e della passione per gli eccessi dell’epoca. La deregulation economica, il capitalismo a briglia sciolta nella versione malata di Wall Street come la intendeva Jordan Belfort, è raccontato in un film sotto droga, non allucinato ma carico di un’energia innaturale, potentissimo nell’usare il proprio ritmo e la propria foga per piegare la trama e farla diventare un lungo delirio di possibilità infinite, di peccati impuniti.

4. Donnie Darko
La storia di Donnie Darko è fatta di tunnel temporali, paradossi, predestinazione e un puzzle da risolvere prima della fine (ciclica) della storia. Allora perché ambientarlo negli anni ‘80? Cosa ci guadagna da quel periodo? La risposta non sta negli indizi della trama ma più nella maniera in cui Donnie si batte contro la spinta fortissima che la scuola cerca di imporre a tutti gli studenti verso l’uguaglianza, sta nella maniera unica in cui è disilluso.

5. Dallas Buyers Club
Il compito del film era chiaro e semplice: raccontare un episodio vero accaduto negli anni in cui l’Aids mieteva vittime e di sfondo raccontare proprio tutto quel periodo, quella maniera di vedere l’omosessualità ed essere malati.

Con pochissimo period dietro di sé, poca voglia di usare oggetti, abiti e trucco dell’epoca ma molta di rendere un diverso atteggiamento delle persone verso le malattie, le sindromi e la diversità, il film di Jean Marc Vallée è il primo a raccontare gli anni ‘80 marginali che nessuno rappresenta.

6. Super 8
J. J. Abrams con Super 8 ha fondato una categoria molto particolare che non esiste per le altre decadi: gli anni ‘80 del cinema. A partire dai film Amblin di Spielberg e soci, Abrams ha costruito un film nuovo non ambientato non negli anni ‘80 ma ambientato in quei film che erano realizzati negli anni ‘80. Super 8 è girato come fosse uno di quelli che Spielberg realizzava all’epoca, ha i personaggi che popolavano quei film, i simboli della propria epoca di cui erano intrisi quei film e la trama fantastica che li caratterizzava. Fa solo finta di cantare il passato, in realtà canta il cinema.

7. Stranger Things
Evidentemente figlia di Super 8 e di quel recupero, Stranger Things ha ribaltato il discorso di Abrams per superare l’idea di omaggio e con la sua maggiore durata creare un intero universo in cui i rimandi, i riferimenti e anche lo stesso effetto nostalgia non siano diretti verso un’epoca ma verso un tipo di film. Forse nessuno vuole tornare agli anni ‘80, ma Stranger Things ha dimostrato quanto anche la tv desideri tornare in quei film.

8. Narcos
Assieme agli anni ‘60 ma in maniera diversa e meno ingenua, gli anni ‘80 sono gli anni della droga, quelli in cui il commercio e il consumo ha toccato vertici inarrivabili di morte e dipendenza. Almeno nel mondo occidentale. Narcos è un racconto talmente necessario di quello che è stato il più grande cartello della droga di sempre, che Pablo Escobar solo negli ultimi 3 anni lo abbiamo visto in 3 altri film.

9. Adventureland
Non c’è niente di più leggero e al tempo stesso più sofisticato di questo filmetto di Greg Mottola. Senza imitare Spielberg, Adventureland è una storia di ragazzi in un’altra epoca, che si svolge su altri tempi e altri temi, che non si bea mai del suo appartenere al vintage ma che al tempo stesso trae il massimo beneficio dalla cosa. Un ragazzo lavora tutta l’estate in un parco giochi dove conosce altre persone e si innamora. C’è un senso di rimpianto, di memoria e di candida voglia di tornare a quell’età che rendono Adventureland uno dei film più sinceri degli ultimi anni.

10. No
Ci voleva un genio del cinema d’autore come Pablo Larrain per inventare gli anni ‘80 di No, film che racconta cosa accade prima del referendum che in Cile segnò la fine del regime di Pinochet. Il protagonista è un pubblicitario messicano chiamato a curare la campagna per il No (cioè che promuove la fine del regime), uno che aveva avuto esperienza in America e che, storia vera, avrebbe messo a punto una campagna rivoluzionaria in cui un messaggio politico veniva comunicato come uno commerciale, con immagini che sembrano prese da uno spot Coca-Cola di quegli anni. E siccome No è un film sulla televisione, è anche tutto filmato per sembrare girato in quegli anni, con quei colori, così che le immagini di repertorio e quelle girate oggi siano identiche, indistinguibili.

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