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I 10 più grandi personaggi rovinati da alcol e droghe
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Quando un film o una serie decidono di condannare l’abuso di droga e alcol lo fanno con le immagini oltre che con la storia. Dunque non tanto quel che i personaggi con una dipendenza fanno ma come appaiono. Sono le immagini che colpiscono, non le esagerazioni che invece rischiano di sfociare nel comico.

Ha un impianto visivo subito fortissimo Gold, film su un cercatore d’oro moderno che alimenta la sua furia lavorativa con l’alcol. Matthew McConaughey senza capelli, con denti storti e una evidente pancia compie un viaggio nell’imprenditoria folle degli anni ‘80, nelle truffe, nelle speranze e nel giocarsi tutto per vivere ancora una volta un impossibile sogno americano alcolicamente furioso. Occhi rossi, sudore, decisioni improbabili e un continuo senso di precarietà grazie al bicchiere sempre in mano sono benzina per il film e creano un personaggio memorabile nei suoi eccessi.

Abbiamo allora riunito i più grandi rovinati che cinema e tv siano riusciti a creare. Personaggi memorabili per come siano stati devastati da droghe e alcol, ridotti ai minimi termini, massacrati nel corpo e nella testa.

10. Requiem For a Dream
Sono belli e sono giovani ma lentamente il loro fisico viene massacrato, la loro vita umiliata dalla droga. Il film che pose il riflettore su Darren Aronofsky è tutto sulla dipendenza, mette due personaggi sotto le peggiori droghe e intanto un altro, più anziano, in delirio per la televisione come fosse essa stessa una droga. Non tutto funziona, ma il ritmo e il passo sono quelli migliori.

9. Warrior
Il film non ha niente a che vedere con la dipendenza, è un film di sport, di fratellanza e di fatica fisica ma ha un personaggio, il padre dei due protagonisti, che ha rovinato la vita di tutti per via dell’alcol. Ne sentiamo molto parlare, vediamo che tutti lo disprezzano per quel che ha fatto e per come l’alcol lo abbia posseduto. Poi, ad un certo punto, quando gli eventi prendono la piega peggiore ci ricasca e lì Nick Nolte, in pochi minuti, fa vedere a tutti il mostro di cui si è parlato fino a quel momento, un delirio vero che piega le espressioni del volto.

8. Breaking bad
Ci sono molte dipendenze in questa serie sulla produzione di droga, ma proprio per questo non sono sempre tutte necessariamente all’ultimo stadio, anzi molti personaggi sembrano in grado di tenerla in qualche modo a bada. Una coppia però è usata per mostrare l’ultimo anello della catena, le persone mangiate vive dalla droga: Spooge e la sua ragazza, i drogati di meth che intrappolano Jesse Pinkman per derubare un bancomat sono una visione incredibile.

7. I Simpson
Non hanno mai fatto sconti agli alcolisti I Simpson. Non ne fanno ad Homer in primis quando si ubriaca, non ne fanno a tutti gli avventori del bar da Boe, una compagnia di rovinati, tristi e mai davvero attivi, persone trattenute con la catena della dipendenza in un posto malsano. Su tutti ovviamente trionfa Barney, l’alcolizzato macchietta che di puntata in puntata, di serie in serie trova maggiore profondità, spesso mostrato nella sua terribile lotta per non essere così disperato, per uscire dalla dipendenza, per essere qualcuno.

6. I giorni del vino e delle rose
Non era per nulla frequente negli anni ‘60 dipingere gli ubriachi con toni realmente drammatici. Erano una macchietta più che altro. Invece questo film di Blake Edwards (regista noto soprattutto per le commedie) con Jack Lemmon (attore noto soprattutto per le commedie) è pesantissimo e non risparmia dettagli. La storia è di marito e moglie che iniziano a bere come molti e insieme, lentamente, ne diventano dipendenti, perdono il lavoro fino a rischiare la morte in stato di incoscienza. Fece epoca.

5. L’uomo dal braccio d’oro
Il film che rivelò al mondo quanto Frank Sinatra potesse essere un buon attore. Pokerista prima e batterista poi l’uomo del titolo è uscito a fatica dalla droga ma sembra che il mondo intorno a lui desideri riportarcelo. Amici, moglie, lavori e conoscenti sono una continua tentazione, come se alcune persone avessero la dipendenza nel proprio destino. Ci sono scene di febbrile dipendenza che oggi fanno un po’ ridere ma all’epoca era quanto di più serio e duro si fosse visto.

4. The Wolf of Wall Street
La deregulation capitalistica degli anni ‘80 è la vera droga, il denaro, il guadagno, il successo e tutto quello che possono comprare. Lo stile di vita eccessivo, la mancanza di autorità, l’impunità fatta persona. Jordan Belfort per Martin Scorsese è tutto questo, la sua vita è tutto questo. Alimentato a droghe fin dal mattino, così dipendente da non rendersene nemmeno conto e non poter mai essere sobrio, Belfort si rovina in un vortice che però è estremamente desiderabile, fatto di tutto ciò che attira (donne, auto, piacere…). È il vero demonio tentatore.

3. Trainspotting
Nessuno è andato così a fondo con la droga come Danny Boyle in Trainspotting. Un campionario di diverse dipendenze, diversi atteggiamenti, volontà e desideri messi in scena spaziando dal comico al tragico. La migliore scena di disintossicazione di sempre assieme al risvolto più tragico (la morte di un amico) e visivamente impressionante (il bambino). In Trainspotting c’è tutto, il piacere della droga e i suoi abissi, il ritratto più onesto di cosa significhi per un drogato essere tale.

2. Il cattivo tenente
Abel Ferrara voleva raccontare un essere umano che perde il controllo di tutto e per farlo idea una trama incredibile. Un tenente di polizia corrotto indaga sul caso di una suora stuprata. Ha un background cattolico e non tollera la cosa. Lui però è il primo a ricattare criminali, rubare droga, sniffarla e scommettere illegalmente sul baseball. Più indaga su questa storia più si droga, più si droga più perde scommesse e più rilancia. In una settimana da incubo il cattivo tenente arriva a non capire più niente, ad aggirarsi preda di chili di droga ingerita e minacciato da perdite economiche sempre più grosse. Fino all’incredibile finale in cui, completamente annichilito da tutto, si troverà solo di fronte alle proprie paure, credenze e retaggio in una chiesa.

1. Paura e delirio a Las Vegas
La verità è che certi argomenti necessitano di una certa mano, e la mano giusta per la droga è quella di Terry Gilliam. La sua versione per il cinema delle avventure di Hunter Thompson e del suo “avvocato”, è il più grande delirio mai proiettato su un grande schermo, pura devastazione inconsapevole, allucinata, febbrile, massacrante. Le luci troppo forti, i mostri, le camere d’hotel devastate, le tempeste di sabbia, nulla è mai abbastanza, tutto è eccitante. Epico.

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