Fumetti
Now Reading
Inktober, il mese dell’inchiostro che si espande a macchia d’olio
0

Non so se avete tra i contatti Facebook – fa strano dire “amici” – anche degli artisti. Disegnatori o illustratori magari, oppure spennellatori di primo pelo, non lo so. Quello che però so è che è ottobre. “Facile” direte voi, basta avere un calendario, è sufficiente trascinare il mouse nell’angolo del computer, eh, sì. Facile. 
Ma quello che io so e voi non sapete, a meno che non abbiate disegnatori, illustratori o spennellatori tra gli amici è che ottobre è anche Inktober.

Tutto comincia nel lontano 2009, l’autore Jake Parker sfida internet con la finalità di portare gli artisti “virtuali” utilizzatori del pc verso carta e penna.
 Un disegno inchiostrato al giorno per tutto il mese di ottobre, Jake ci dà anche i temi. E così va avanti da anni: ottobre per voi è un mese qualsiasi, per molti artisti è una nuotata dentro il calamaio.
Pratica utile, che libera la fantasia e riempie il mondo di opere d’arte, ma c’è un’ombra che si annida a est, una paura senza nome che molti artisti sussurrano. Si chiama “rifiuto”. Parliamo di tutti quegli artisti che per un motivo o per l’altro sono “in consegna” di una tavola importante, che magari hanno appena rifiutato un progetto perché “troppo presi”, tutti quei disegnatori, insomma, che hanno un editore o uno sceneggiatore che li aspetta da qualche parte con le braccia conserte.
Parliamo di un editore che ha dovuto ingoiare un “aspetta un attimo, sono parecchio preso ultimamente” e che ogni ottobre soffre in silenzio davanti a uno schermo. Quell’editore che ti è anche “amico” su Facebook e aspettava solo che colorassi un cappello.

Schermata 2017-10-11 alle 12.16.40

Il povero non può che convincersi di quello che è convinto anche l’artista e cioè che lo sfogo fa parte del processo creativo, che quegli enormi disegni stile Puzzle Ravensburger con lupi che divorano la luna sono utili a far venire voglia al disegnatore di colorare quello stramaledetto cappello e magari la prossima volta non richiamerà quello specifico inchiostratore che ha rifiutato il tuo lavoro con una scusa per poi fare trenta disegni in un mese, impegnato in un assurdo contest che celebra il calamaio e la penna.
Dunque, per motivi diversi, anche certi artisti affermati cominciano a odiare l’Inktber che si espande, lentamente, come una macchia d’olio nerastra.

C’è però anche un lato positivo di questa faccenda: alcuni editori di fumetti o sceneggiatori, che non hanno ancora sulla pelle le lacerazioni di questo Inktober, lo utilizzano come una sorta di supermarket per trovare collaboratori.
Questo sì, questo no, questo no, questo no…
Per gli editori di fumetti, Facebook è diventato un enorme album di figurine, un album già bello che completo utile per confrontarlo con il proprio e vedere cosa manca.
 L’Inkotber è questo e molto altro, e fortunatamente per gli artisti coinvolti è appena prima di Lucca Comics and Games, il che alimenta la tesi “album di figurine”, ma anche il passaparola tra gli editori: “quello evitalo, è in ritardo con il mio cappello e intanto ha ricreato la bibliografia di Maurice Sendak”.

Jake Parker ha un sito ufficiale dedicato all’Inktber, anche altre realtà e personalità del fumetto hanno cominciato a proporre il loro piccolo contest di inchiostrazione.
 La macchia si sta allargando.

The post Inktober, il mese dell’inchiostro che si espande a macchia d’olio appeared first on Wired.

Pubblicato in: NEWS

Dopo aver letto questa notizia mi sento:
Felice
0%
Euforico
0%
Divertito
0%
Sorpreso
0%
D'accordo
0%
Triste
0%
Deluso
0%
About The Author
Press