Curiosità
Now Reading
L’acceleratore di particelle erede di Lhc è troppo costoso
0
lhc
(Foto: Dean Mouhtaropoulos / Getty Images)

Pare che Lhc abbia un po’ deluso le aspettative: dopo il bosone di Higgs trovato nel 2012, infatti, l’acceleratore di Ginevra non ha scoperto molte altre particelle. Questo fatto, unito alla scarsità di finanziamenti, sta costringendo i fisici a rivedere al ribasso i progetti per il futuro della ricerca nel settore. E così il 7 novembre scorso a Ottawa l’International Committee for Future Accelerators (Icfa) ha approvato un nuovo piano per la realizzazione in Giappone dell’acceleratore lineare di particelle: l’International Linear Collider (Ilc) avrà una potenza di 250 gigaelettronvolt (GeV) e sarà lungo 13 chilometri. Il progetto originale prevedeva 500 GeV e 33,5 km.

Budget e obiettivi ridimensionati, dunque: Ilc, che comunque vada non vedrà la luce fino al 2030, non darà più la caccia ai quark top (le sub-particelle atomiche ottenute solo ai più alti livelli di energia) ma sarà una fabbrica di bosoni di Higgs per lo studio approfondito delle sue dinamiche. Ma tutto sommato non va così male: qualcuno dice che si apriranno comunque importanti prospettive per il futuro della fisica delle particelle.

International Linear Collider
Avete presente Lhc, il circuito di 27 Km sotto Ginevra in cui i protoni vengono accelerati e fatti scontrare? Ecco, l’acceleratore Ilc sarebbe molto diverso: non più un tunnel circolare ma un rettilineo, al cui interno gli scienziati farebbero scontrare frontalmente, dopo averli accelerati, elettroni e positroni. Lo scopo è quello di generare collisioni più pulite, senza tutti quei detriti sub-atomici degli scontri tra protoni (che sono particelle composte da quark), che dunque potrebbero essere analizzate con maggiore precisione.

Il progetto iniziale di Ilc, approvato poco tempo dopo la scoperta del bosone di Higgs nel 2012, prevedeva la costruzione di un nuovo acceleratore di particelle in Giappone, per un totale di circa 10 miliardi di dollari di spesa. Un costo che, dalla proposta dei ricercatori nipponici, avrebbe dovuto essere coperto in buona parte dai fondi messi a disposizione dal governo giapponese. Eppure, secondo quanto dichiarato a Nature dal fisico dello Swiss Federal Institute of Technology (Epfl) Tatsuya Nakada, sembra che dal Paese del Sol Levante non sia ancora arrivato alcun finanziamento. Budget troppo alto e troppa incertezza scientifica starebbero portando il Giappone a rivedere le sue disponibilità.

Il nuovo progetto di Ilc
Pertanto a luglio scorso la Japan Association of High Energy Physicists è corsa ai ripari, presentando domanda di ridimensionamento del progetto originale di Ilc. I dati ottenuti da Lhc, secondo gli esperti, fanno presupporre che, anche se si costruisse un sistema a 500 GeV, questo non sarebbe comunque sufficiente a studiare le particelle sub-atomiche con grande massa. Invece realizzare un acceleratore più corto a 250 GeV, molto meno costoso, consentirebbe di produrre bosoni di Higgs, il cui studio delle interazioni con altre particelle note potrebbe produrre segni indiretti di nuova fisica. Al momento sono al vaglio tre varianti di progetto che farebbero risparmiare 3 miliardi di dollari rispetto al piano originale. Due opzioni, inoltre, prevedono degli spazi extra che potrebbero accogliere gli aggiornamenti futuri del sistema.

La comunità scientifica, in realtà, è divisa: alcuni pensano sia un’occasione persa che non apporterà grossi benefici alla conoscenza, altri invece ritengono che il compromesso riserverà delle sorprese.

La prossima mossa, comunque, spetta al Giappone: finché non renderà note le sue intenzioni, non ci sono i presupposti perché altri Paesi si offrano di investire nel progetto.

The post L’acceleratore di particelle erede di Lhc è troppo costoso appeared first on Wired.

Pubblicato in: NEWS

Dopo aver letto questa notizia mi sento:
Felice
0%
Euforico
0%
Divertito
0%
Sorpreso
0%
D'accordo
0%
Triste
0%
Deluso
0%
About The Author
Press