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L’eterna bufala dell’acqua “magica”
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(foto: Marko Obrvan via Pexels)(foto: Marko Obrvan via Pexels)

Come raccontava Erman Melville in Moby Dick, l’acqua esercita sugli esseri umani un’irresistibile attrazione, e dev’essere anche per questo che ancora oggi esistono così tante bufale e truffe che la riguardano. L’omeopatia stessa, per esempio, si basa sulla fede che l’acqua possegga proprietà magiche, in particolare una fantomatica memoria che le permetterebbe di cambiare le proprie caratteristiche in base alle sostanze con cui è venuta in contatto. Masaru Emoto era invece un imprenditore giapponese convinto che l’acqua potesse addirittura percepire le emozioni umane, cristallizzando in maniera diversa a seconda se circondata da un’atmosfera buona oppure ostile. Da qui la grande intuizione di pregare il mare per bonificarlo dai contaminanti radioattivi dopo il disastro di Fukushima.

Ma oltre l’omeopatia e la letteratura new age, c’è un altro settore che prospera sul mito delle acque miracolose: quello che commercia dispositivi che promettono di rendere la nostra noiosa e banale acqua di rubinetto un fluido taumaturgico e salutistico. La descrizione di questi apparati, smerciati tramite televendite, internet, e rivenditori sguinzagliati in fiere e sagre, saccheggia la terminologia scientifica per impressionare i potenziali acquirenti, spaziando dalla biologia all’immancabile fisica quantistica, ma alla fine è possibile ridurre la fuffa a due famiglie principali: gli apparecchi per produrre acqua alcalina, e quelli per l’acqua cosiddetta energizzata.

Negli ultimi anni sembra che tra le acqua magiche quella alcalina (a volte definita anche ionizzata) stia avendo un discreto successo: lo confermano le recenti sanzioni dell’Antitrust per pubblicità ingannevole. I costosi elettrodomestici che la producono dovrebbero sfruttare l’elettrolisi dell’acqua ottenendo, ai lati opposti di una membrana, acqua con composti acidi (che viene scartata o usata per le pulizie e irrigazione) e l’agognata acqua alcalina. Come spiega il chimico Stephen Lower nel suo sito dedicato alle bufale sull’acqua, l’elettrolisi può avvenire solo se l’acqua contiene soluti che la rendono conduttiva, e per questo motivo alcuni dispositivi aggiungono sale da cucina (NaCl). Il colmo è che in questo caso è possibile ottenere, miscelando l’acqua dei due compartimenti, acqua molto alcalina grazie alla formazione di ipoclorito di sodio (NaClO), cioè candeggina.

Ammesso che il macchinario venduto funzioni correttamente, il problema è che non solo l’acqua degli acquedotti italiani è spesso già leggermente alcalina, ma soprattutto è falso che all’acqua con alto pH siano associati benefici dimostrati. Lo studio più recente sembrerebbe indicare un effetto sulla viscosità del sangue, ma il risultato ancora una volta è emerso dopo aver cercato col lanternino un’associazione statisticamente significativa, e non è passata inosservata che la sponsorizzazione della ditta che ha fornito l’acqua alcalina…

Sembra che le radici del mito (e l’ossessione per il pH nella salute in generale) sia cominciato decenni fa in Giappone) ma almeno in parte la moda attuale può essere ricondotta alla pseudoscienza della dieta alcalina, di cui il naturopata Robert Young è stato il principale cantore. Non è un caso che i suoi cosiddetti studi siano spesso tirati in ballo sui siti che spacciano gli alcalinizzatori/ionizzatori, mentre stranamente non si parla delle sue recenti vicende giudiziarie.

Se l’acqua alcalina è sicuramente uno spreco di danaro, almeno c’è la possibilità che l’apparecchio venduto faccia quello per cui è stato costruito, cioè fornire acqua a un pH più elevato di quella che esce da rubinetto. Le acque energizzate, invece, non esistono nemmeno dal punto di vista scientifico, quindi i macchinari per ottenerle sono essenzialmente degli ingombranti placebo. Promettono tutti di cambiare la struttura dell’acqua, cioè creare particolari aggregati tra le sue molecole usando campi magnetici, effetti quantistici, raggi infrarossi, informazione, dinamizzazione o qualunque variante detti la moda del momento. L’acqua in questo modo diventerebbe viva, e pronta a curare qualsiasi malanno. In realtà la struttura dell’acqua che entra nel dispositivo (a volte niente più che una costosa bottiglia) è esattamente identica a quella che esce. Ma come fanno i venditori a convincere i malcapitati che il macchinario fa davvero qualcosa? Per esempio citando proprio le bufale omeopatiche di Luc Mongagnier e quelle di Masaru Emoto. I primi hanno affidato i loro risultati a riviste spazzatura, il secondo in pratica voleva che gli scienziati gli credessero sulla parola, e nessuno infatti ha mai replicato i presunti risultati.

Del resto chi si arricchisce con queste bufale non sembra affatto disturbato da dilemmi etici, altrimenti difficilmente tirerebbe in ballo gravi malattie come il cancro e la sclerosi multipla. Ma anche senza immaginare tragedie dovrebbe forse far riflettere la nostra demenziale avversione, tutta italiana, per l’acqua di rubinetto standard. Chissà se dopo essere diventati primi in Europa per il consumo di acqua minerale ci aspetta anche un podio per le acque dei ciarlatani…

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