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Maturità ed esami universitari: per buoni voti serve un sonno regolare
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(Foto: Sean Gallup/Getty Images)
(Foto: Sean Gallup/Getty Images)

Andare a dormire sempre alla solita ora potrebbe aiutare gli studenti a sostenere meglio gli esami e raggiungere voti migliori. É quanto riferisce su Scientific Reports una ricerca americana del Brigham e Women’s Hospital di Boston, che ha analizzato e misurato i ritmi sonno-veglia di alcuni studenti universitari, scoprendo che l’irregolarità nel sonno non solo è strettamente associata a un peggior rendimento scolastico, ma influenzerebbe anche i ritmi naturali dell’organismo e il rilascio di ormoni, come la melatonina.

Per capirlo, il team di ricercatori americani ha coinvolto un gruppo di 61 studenti universitari dell’Harvard College di Boston. Per quantificare la regolarità del sonno di ciascuno studente, i ricercatori si sono serviti di un indice di regolarità del sonno (Sri), e successivamente analizzato la relazione tra l’Sri, la durata del sonno, le ore di sonno durante il giorno e le prestazioni accademiche durante un semestre.

I nostri risultati indicano che avere orari regolari sia per il sonno che per il risveglio sono importanti tanto quanto il numero di ore di sonno”, spiega Andrew Jk Phillips, autore dello studio. “Inoltre, la regolarità del sonno è un fattore potenzialmente importante e indipendente dalla durata del sonno”.

Dai risultati è emerso che gli studenti che avevano il sonno più regolare raggiungevano in media voti migliori. Mentre coloro che avevano un sonno irregolare, oltre ad avere voti più bassi, avevano il loro ritmo circadiano in ritardo di tre ore. Un ritardo che in media è stato riscontrato anche nel rilascio della melatonina, un ormone molto importante che regola il ritmo sonno -veglia dell’organismo, la cui produzione viene regolata dalla luce. In altre parole, secondo lo studio, gli studenti che dovevano sostenere un esame alle 9 di mattina, lo affrontavano come se fossero le 6, ora in cui è normale che il rendimento sia molto più basso.

Inoltre, siamo riusciti a dimostrare che la differenza dei ritmi circadiani tra gli studenti con il sonno irregolare e quelli con sonno regolare è coerente con i modelli di esposizione alla luce naturale”, aggiunge Phillips. In altre parole, i ricercatori hanno evidenziato che esporsi maggiormente alla luce del sole e ridurre invece quella alla luce artificiale prima di coricarsi, potrebbe essere un metodo efficace per migliorare la regolarità del sonno.

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Pubblicato in: NEWS

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