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The Handmaid’s Tale: 5 cose da sapere sulla serie
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Dal 26 aprile è sbarcato sulla piattaforma streaming Hulu la serie originale The Handmaid’s Tale. Lo show in dieci puntate ideato da Bruce Miller e basato sull’omonimo romanzo distopico di Margaret Atwood (in italiano Il racconto dell’ancella) ha già fatto discutere sia per la durezza di alcune scene, sia perché tratta temi che oggi più che mai sono di dibattito comune, primo fra tutti quello della sottomissione della donna.

Purtroppo non sappiamo ancora quando e dove sarà possibile vedere The Handmaid’s Tale in Italia, ma nell’attesa ecco cinque cose da sapere sulla serie.

1. La tramaThe Handmaid's Tale

In un tempo non specificato, ma che potrebbe essere il nostro (si fa riferimento al’Isis, a Uber e gli smartphone sono di ultima generazione) dove una volta sorgevano gli Stati Uniti d’America ora c’è la società di Gilead. Di fatto, in un mondo devastato dalle guerre e dall’inquinamento, un gruppo di estremisti religiosi cristiani ha preso il potere e ha dato vita a uno stato totalitario nel quale le donne hanno perso tutti i diritti. Divise in categorie (ci sono le Mogli, le Figlie, le Non-Donne e le Ancelle) sono proprietà degli uomini, a loro totalmente asservite, non possono leggere, non posso uscire da sole di casa e non possono lavorare. A subire il trattamento peggiore sono le Ancelle, le uniche fertili tra tutte le categorie, ridotte a meri animali da riproduzione.

2. La protagonistathe-handmaids-tale

La serie ruota attorno alla figura di Offred (cioè Of-Fred, di-Fred, il suo padrone, perché le Ancelle non hanno nome), e racconta il suo rapporto con le altre ancelle (tra cui Ofglen, interpretata da Alexis Bledel), con il suo Comandante e con la moglie di quest’ultimo. Offred ricorda bene com’era la vita di prima (ce la mostrano i flashback) ed è intenzionata non solo a sopravvivere, ma anche a trovare la figlia che le è stata strappata.

A vestire i panni rossi (colore della fertilità) di Offred c’è Elisabeth Moss, attrice statunitense ben conosciuta dagli appassionati di serialità televisiva, in quanto protagonista di ben due serie di successo: Mad Men (che le valse la candidatura ai Golden Globe, due agli Emmy e la vittoria agli Screen Actors Guild) e Top of The Lake (con la quale ha vinto il Golden Globe e il Satellite Award).

3. La durezza delle tematiche trattateAlexis Bledel

Dopo l’uscita del libro per lungo tempo si polemizzò sulla durezza degli argomenti trattati al punto che alcune scuole superiori americane arrivarono a metterlo al bando.

Per tutta risposta, Atwood dichiarò più volte di non essersi inventata nulla: ogni singolo sopruso raccontato nel libro ha la sua verità storica. Le pratiche barbare che vengono descritte sono davvero state messe in atto contro le donne, in vari periodi storici, alcuni non molto lontani dal nostro.

Siamo certi che le discussioni saranno di nuovo aperte dopo la messa in onda della serie. A parlare di alcune scene “terribili” è stata la già citata Alexis Bledel, l’ex Rory di Una mamma per amica subirà infatti [SPOILER] una terribile tortura: la mutilazione genitale [FINE SPOILER]. A Indiwire ha detto: “Girare quella scena è stato devastante.”

4. Il femminismoThe Handmaid's Tale

Fin dagli anni successivi alla pubblicazione, il libro è diventato un baluardo femminista, bandiera di alcuni movimenti di protesta a sostegno dei diritti delle donne, entrato così a fondo nel cuore dei lettori che alcuni di questi – come racconta la scrittrice – hanno deciso di tatuarsi sulla pelle alcune frasi ricorrenti del libro.

Eppure di recente il cast della serie sembra abbia voluto in qualche modo distaccarsi dall’etichetta. Proprio la protagonista Elisabeth Moss ha dichiarato durante la conferenza stampa che si è tenuta al Tribeca Film Festival, dove la serie è stata presentata: “Non è una storia femminista ma una storia umana. Non ho mai voluto interpretare Offred da femminista, è una donna, è umana. Non mi approccio mai a nulla con nessuna intenzione politica“.

Detto questo i temi della serie, così come quelli del romanzo coincidono con quelli del femminismo, e è inevitabile che si portino appresso un certo pensiero politico.

5. Il libro e gli adattamentiIl racconto dell'ancella

Lo abbiamo già detto, il materiale di partenza dello show è dato da un libro del 1985 scritto da Margaret Atwood, arrivato in Italia grazie alla casa editrice Ponte alle Grazie. All’epoca dell’uscita, il libro vendette milioni e milioni di copie in tutto il mondo e fece anche molto discutere. Tornato alla ribalta di recente (era primo fino a qualche mese fa tra i libri più venduti di Amazon), il romanzo ricevette parecchi premi, tra cui il premio Arthur C. Clarke nel 1987.

Forte dei suoi successi, nel 1990 fu adattato per il cinema e portato sul grande schermo da Volker Schlöndorff, regista tedesco vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero nel 1980.

Sempre prendendo spunto dal romanzo nel 2000 è stata realizzata un’opera omonima, composta da Poul Ruders e scritta da Paul Bently. Ma non solo, è infatti notizia recente che sia in lavorazione una graphic novel sempre tratta dal libro, anche se non è ancora stata annunciata una data d’uscita.

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